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I dieci comandamenti
Devo deludere tutti i cinefili: questo articolo non parlerà delli film di Cecil B. De Mille, ma delle Leggi che Mosè disse di aver ricevuto da Dio sul monte Sinai. Per quelli che sono i miei scópi, è del tutto indifferente se i Comandamenti siano opera di Dio, di Mosè o di un alieno appena sceso da un’astronave, come lascerebbe supporre la descrizione dell’evento riportata nel libro dell’Esodo; ciò che vorrei capire davvero è se queste leggi possano avere un loro valore intrinseco, del tutto indipendente dalle convinzioni religiose dei singoli e, se osservate, possano in qualche modo migliorare la nostra vita e quella delle persone con cui veniamo in contatto
Faccio un breve inciso, allo scopo di evitare penosi malintesi: appena nato, io fui iscritto alla chiesa cattolica (il minuscolo è intenzionale) dai miei genitori, comprensibilmente preoccupati dall’ipotesi che il loro primogenito, a seguito di una morte prematura, finisse nel limbo e dovesse trascorrere l’Eternità cercando di passare, ballando, sotto un’asticella posta sempre più vicina a terra. Diventato adulto, però, non ho più rinnovato l’iscrizione perché, avendo delle convinzioni religiose molto vicine a quelle dei cristiani, mi sono sempre trovato a disagio in mezzo ai cattolici.
I Dieci Comandamenti, così come li insegnano al catechismo, sono:
Io sono il Signore Dio tuo.
- Non avrai altro Dio all’infuori di me.
- Non nominare il nome di Dio invano.
- Ricordati di santificare le feste.
- Onora il padre e la madre.
- Non uccidere.
- Non commettere atti impuri.
- Non rubare.
- Non dire falsa testimonianza.
- Non desiderare la donna d'altri.
- Non desiderare la roba d'altri.
Questo, però, non è il testo originale, così com’è riportato nella Bibbia. Nella Bibbia, i Comandamenti compaiono in due casi: nel libro dell’Esodo e nel Deuteronomio. Teoricamente, i Comandamenti dell’Esodo sono il testo originale delle Tavole della Legge, mentre quelli del Deuteronomio sono la versione aggiornata che Mosè lasciò al suo popolo poco prima di morire. I dieci Comandamenti che ho imparato a memoria da bambino, infine, sono la versione cattolica delle leggi ebraiche.
Ciò che ho da dire si applica più o meno indifferentemente a tutte e tre le versioni, ma siccome la versione originale mi sembra quella più coerente, è a quella che farò riferimento.
Tanto per capirsi, i 10C dell’Esodo sono:
- Io sono l’Eterno tuo Dio, che ti trasse dalla terra d’Egitto, dal luogo ove eri schiavo.
- Non avrai altro Dio che Me; non ti farai o adorerai alcuna immagine o figura.
- Non pronunciare il nome del Signore Dio tuo invano.
- Onora il giorno del sabato per santificarlo.
- Onora tuo padre e tua madre.
- Non uccidere.
- Non commettere adulterio.
- Non rubare.
- Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
- Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare sua moglie, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo
Le differenze con i 10C del catechismo cattolico sono poche, ma evidenti.
La prima è che l’affermazione: “Io sono il Signore Dio tuo”, che per gli ebrei è il primo comandamento - e quindi, presumibilmente, il più importante - per i cattolici non è che una sorta di premessa. La seconda è che il: “Non commettere adulterio” degli ebrei si trasforma, per i cattolici, in: “Non commettere atti impuri”.
L’ultima differenza, derivante dalla prima e affine negli scopi alla seconda, è che i cattolici, per mantenere il numero totale di comandamenti, hanno dovuto trovare un rimpiazzo per il comandamento che avevano escluso e l’hanno fatto dividendo in due il decimo comandamento ebraico, differenziando così il desiderio di possesso carnale dal desiderio di possesso generico.
Tutto ciò non fa che confermare la mia diffidenza per la chiesa cattolica, ma lo tralasceremo perché, pur se interessante, non ha nulla a che vedere con ciò di cui vorrei parlare; farò solo qualche accenno laddove sarà funzionale alla definizione delle mie tesi.
Un sorso di Vodka e andiamo a cominciare.
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