Virtual C@naro

Defecatio

Gennaio 2005

Sabato, 1 gennaio 2005

Il buongiorno si vede dall'estruso.
Quando tu, alle 7:30 AM del primo gennaio, vai a prendere il tuo furgone e scopri che non solo ti hanno fatto la multa, ma che non se ne capisce nemmeno il motivo (il furgone non era in sosta vietata, esponeva l'assicurazione e la motivazione scarabocchiata sul verbale non è comprensibile), puoi essere portato a credere che né la giornata né l'anno comincino sotto i migliori auspici.
Quando tu, alle 8:55 AM, arrivi a Corvaro (AQ) e scopri che il sole è nascosto da una coltre di altocumuli, fa un freddo becco, e che salire in bicicletta fino al lago della Duchessa come da programma non sarebbe prudente, è facile che le tue supposizioni delle 7:30 si rafforzino.
Potrà succedere allora che entrerai in un bar a chiedere informazioni sugli altri percorsi segnati sulla tua guida, e che, quando sarai nel bar, cercherai di scaldarti un po' con un bel caffellatte caldo.
Bene.
Sì, bene, perché quel caffellatte risveglierà i tuoi circadiani, ed entro pochi minuti tu sentirai il bisogno di testimoniare al mondo tutta la stima che provi per i due vigili che ti hanno fatto la multa. Sceglierai quindi un luogo appartato, ti provvederai di fazzoletti umidificati e, con lo sguardo che spazia sulle vette innevate di fronte a te, darai luogo a una memorabile seduta di lavoro en plein air!
E sì, amici miei: malgrado l'inizio incerto (e comunque la multa me l'avevano fatta il 27), la giornata odierna è stata quasi perfetta. Inoltre, era dall'inizio di questo diario fecale che attendevo una sessione di lavoro all'aria aperta: trovo significativo che sia arrivata proprio in questo primo giorno del 2005.
Il fumigante monumento equestre con il quale ho voluto celebrare la grandezza del corpo di polizia municipale del Comune di Roma, aveva la forma di un polpo acciambellato, le cui cellule cromatofore avessero assunto un colore marrone chiaro striato di nocciola - ideale per mimetizzarsi sul fertile terreno d'Abruzzo. La consistenza del mollusco era pastosa con fibre ed emanava sentori di sassifraga e astragalo.
Ma non finisce qui.
Al termine della lezione di biologia marina, il sole è uscito da dietro la cortina di nubi ed ha riscaldato le ore successive di una giornata idilliaca, che ha superato di gran lunga le mie più rosee aspettative: il percorso di ripiego si è rivelato affascinante (quando sono arrivato a Cartore ho pensato: "OK, ho avuto un infarto e questo è il Paradiso") e anche se la temperatura, nei tratti in ombra, è scesa qualche volta sotto lo zero, ho sofferto il freddo solo negli ultimi chilometri.
Perfino il viaggio di ritorno a Roma è stato più rapido del previsto, e al rientro mi aspettava una nuova, graditissima sorpresa: no, non il drastico calo del fuzzy-G (che dai 70,5 chilogrammi del risveglio scendeva pneumatico a 68,9), ma una seconda sessione produttiva, con la quale dicevo addio alle lenticchie della cena di ieri sera.
Direte voi: Doppia sessione, un bel giro in bici, eppure affermi che la giornata è stata "quasi" perfetta. Cosa volevi di più?
Un papero.

Giovedì, 6 gennaio 2005

La posta del colon.
Una lettrice di Brindisi, che si firma "Stupefatta", mi chiede se posseggo un libro di citazioni o se veramente ho letto tutti i libri di cui riporto brani o singole frasi.
Cara Stupefatta, la risposta è: no, non posseggo un libro di citazioni; i libri li ho letti tutti . Leggo da quando ero piccolo: per un lungo periodo di tempo, leggere è stato l'unico lusso che potessi permettermi.
I miei amici andavano in discoteca a rimorchiare, io restavo a casa a leggere. I miei amici andavano al mare a rimorchiare, io andavo al mare con loro, ma mi portavo un libro e leggevo. I miei amici si inventavano uno sciopero per non entrare a scuola e andavano a pomiciare nei parchi pubblici, io entravo e pretendevo che i professori si guadagnassero lo stipendio.
Ai tempi del liceo, questo atteggiamento mi ha reso un personaggio inviso tanto ai compagni di classe che al corpo docente, ma oggi, a più di venti anni di distanza, mi permette di sfoggiare una cultura che spazia da Pupo biondo a Principi di calcolo infinitesimale di René Guénon.
Sono belle soddisfazioni, non c'è che dire.
Al contrario, la produzione odierna (pomeridiana) non suscita in me alcun appagamento. Simile a un dolcetto viennese di consistenza granulosa, essa indossava un completo di colore marrone chiaro ed enumerava fra i suoi averi un olezzo monello poco persistente.
Il fuzzy-peso-Goldberg, al risveglio, era di 70 chilogrammi netti e si impoveriva, a séguito della vendita del dolcetto, di soli 100 grammi.
La mia percentuale di successo a Solitario annaspa disperata intorno al 14,64%.

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