Scopo di queste righe è invogliarvi a leggere la cronistoria delle mie
evacuazioni dal gennaio 2004 al gennaio 2005.
Mica facile.
Non esiste nessuna ragione che possa spingere una persona sana di mente a
interessarsi alle deiezioni altrui. Lo dico con buona certezza, perché
questo è stato uno dei motivi per cui ho cominciato a scrivere Defecatio.
Era il 30 luglio del 2003 e inizialmente si
trattò solo di un esperimento: volevo vedere come funzionavano questi
"blog" di cui tutti parlavano.
La scelta dell'argomento fu quasi obbligata: la scatologia da un lato mi
risolveva il problema di trovare ogni giorno qualcosa di cui parlare;
d'altro canto, mi sembrava una giusta forma di protesta nei confronti del
solipsismo che caratterizzava la maggior parte delle pubblicazioni che
avevo avuto modo di vedere fino ad allora.
La cosa andò avanti fino a quando partii per le vacanze, poi preferii
dedicare il mio tempo ad altro e lasciai Defecatio in animazione sospesa
fino all’inizio del 2004, quando successero
due cose che mi spinsero a riportarlo in vita: cominciai una dieta per
perdere i dieci chili in eccesso accumulati durante l'autunno e mio
fratello partì per la Germania.
Il blog diventò così sia un registro in cui riportare le reazioni del mio
organismo al nuovo regime alimentare che un canale di comunicazione con il
parente "emigrato" ad Amburgo.
Nello scrivere Defecatio, mi sono attenuto a tre "norme editoriali":
raccontare i fatti senza inventare nulla (unica eccezione, la Settimana della bugia, dal 7 al 14 giugno): la realtà supera sempre la fantasia (specie se si hanno amici come Ciccio e Maurizio);
limitare all’indispensabile le informazioni sulla vita privata che esulino dalle questioni metaboliche: Defecatio non doveva essere l’ennesimo diario telematico;
non utilizzare termini volgari (questa regola non si applica alle citazioni dai libri e al proto-Defecatio.
La struttura interna del resoconti è stata mutevole per il primo mese, poi si è lentamente assestata su una forma canonica che prevedeva: una breve frase di introduzione, una "scheda di produzione" (talvolta preceduta dalla descrizione della cena o del pranzo del giorno prima), il mio peso, e un estratto dal libro che avevo letto durante le attività mattutine.
Il primo mese fu ovviamente incerto, ma a mano a mano che il tempo passava, il cast della telenovela si arricchì di nuovi personaggi e diventò sempre più facile redigere i miei resoconti quotidiani.
Fu intorno alla metà di febbraio che gli amici di mio fratello (non tutti, solo i più scemi), cominciarono a chiedermi di essere inseriti nella mailing-list di Defecatio ed io seppi di avere un pubblico.
Il 17 agosto, il server Web che ospitava il mio blog cominciò ad avere dei problemi e fui costretto a sospendere la pubblicazione dei resoconti fino al 12 settembre.
In quel lasso di tempo, comunque, continuai a registrare sul mio computer i dati
relativi alle "schede di produzione", in modo da poter colmare, in seguito,
il buco narrativo che si era venuto a creare.
Il primo di febbraio, quando ormai la pubblicazione quotidiana era terminata da quasi
un mese, mi restava da scrivere solo la settimana dal 5 all’11 settembre.
Nel frattempo, però, la mia vita aveva subìto dei mutamenti piuttosto drastici e così
decisi di utilizzare quei sette giorni ancora disponibili
per creare una specie di
paradosso temporale narrativo e raccontare a chi mi aveva seguito fino ad allora cosa
fosse successo alle persone di cui avevano letto per un intero anno.
Per una settimana, quindi, la mia vita privata prende il sopravvento e della "materia di interesse" si parla solo una volta, di sfuggita: guido un furgone che comprerò più di un mese dopo; Ciccio, che fino a un attimo prima stava benissimo, finisce in ospedale; compaiono tre personaggi di cui, fino ad allora, non si è mai parlato...
Poi la settimana finisce e tutto riprende come se nulla fosse successo.
Se pensate che tutto questo possa interessarvi, Defecatio è qui: