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Novelle

Una strana partita di Poker

L’unica luce, nella sala, era la lampada sopra il tavolo verde.
L’aria era resa acre dal fumo di innumerevoli sigarette.
«Puntate», disse il comandante del plotone di esecuzione.
Dopo che tutti ebbero puntato, l’agente del controspionaggio disse alla spia:
«Dài le carte.»
La spia, diede le carte.
«Non apro», disse la vecchietta diffidente.
«Chip», disse l’ornitologo.
«Ci sto», disse la sgualdrina.
«Io no», disse la donna di saldi principii.

Dopo il primo giro di scommesse, ci fu il cambio di carte: l’esploratore prese una carta, mentre l’uomo seduto al tavolo del ristorante si disse servito.
Cominciò quindi il secondo giro di scommesse.
«Parola», disse il filologo.
«Me ne vado», disse il moribondo.
«Vedo», disse il miracolato.
«Cos’hai?» chiese il dottore.
«Una coppia», rispose il consulente matrimoniale.
«La mia doppia coppia la batte», disse il gestore del locale per scambisti.
«Mi spiace per voi, ma io ho un tris», disse l’uomo che lavorava all’ippodromo.
«Scala», disse trionfante il pompiere.
«Full», esclamò a quel punto il benzinajo.
«Una buona mano», disse l’imbianchino. «Ma io ho colore.»
A questo punto, tutti si voltarono verso il falegname.
«Quattro assi», disse questi, e fece per raccogliere le puntate, ma l’illusionista lo fermò.
«Amici», disse. «Come pensate che sia possibile che, in una sola mano, ci possano essere tutte queste combinazioni vincenti? Purtroppo per voi, le carte che credete di avete in mano non sono quelle che realmente avete: con le mie arti magiche vi ho fatto credere di avere dei buoni punti per spingervi a puntare, ma, in effetti, in mano non avete nulla. Tutte le vostre combinazioni sono illusorie; solo la mia scala, è reale.»

15-01-2015