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IDE Monogatari

A videogame of chess

Il ripiano su cui era poggiato, simile a un trono in metallo brunito,
riluceva contro il rivestimento in formica delle pareti,
dove la carta patinata di un calendario, tenuto su da una puntina da disegno,
da cui una formosa signorina ammiccava invitante
(un’altra nascondeva i suoi occhi - ma solo quelli - dietro l’avambraccio),
rifletteva la luce albina della lampada al neon appesa al soffitto.
In posacenere sparsi in larga profusione,
riposavano innumerevoli cicche di sigarette
il cui odore acre confondeva i sensi;
mescolandosi allo smog che entrava dalla finestra aperta sulla strada trafficata,
il fumo di un sigaro toscano
saliva a ingiallire il controsoffitto in cartongesso.
Poggiata sul tavolo, una cravatta verde bruciato e arancio
su cui era raffigurato un delfino e,
come se una finestra desse accesso alla scena silvana,
la metamorfosi di Philomela, dal re barbaro
così rudemente forzata, recava i segni di un utilizzo recente.
Altri episodi sbiaditi nel tempo
erano raccontati dallo sporco sui muri:
una chiazza di caffè, il segno di un quadro ormai rimosso,
lo sporco prodotto dallo schienale della poltroncina
sfregando sulla superficie non protetta dalla fòrmica.
Passi nel corridoio.
Sotto la luce del neon, sul suo schermo, le istruzioni per il bootstrap
si palesano in fiere linee di output,
trasformandosi infine in un prompt, che resta selvaggiamente immoto.

“I miei nervi sono a pezzi stasera. Sì, a pezzi.
Lascia perdere quel computer
Stai con me, parla con me. Perché non parli più con me? Parla.
A cosa pensi? Cosa pensi? Cosa?
Non so mai a cosa pensi.”

Penso che ci dev’essere un problema sulla linea.
Non riesco a scaricarmi ‘sto file.

“Cos’è questo rumore?”

Il modem che ritenta la connessione.

“Cos’è questo rumore adesso? Cosa sta facendo il modem?”

Niente, ancora niente!

“Ma insomma, non sai niente, non vedi niente e non ti ricordi
niente che non sia dentro quel computer?”

Mi ricordo..
Mi sembra che la password fosse..

“Ma sei vivo o no? C’è qualcosa nella tua testa?”

Ma
www.shakesphearian.com
È così lento..

“Cosa devo fare ora? Cosa devo fare?
Devo correre fuori così come sono, e camminare per strada
con i capelli spettinati. Cosa faremo domani?
Cosa faremo mai?”

Devo leggere la posta elettronica alle dieci
E se piove, ti posso prenotare un taxi per le quattro
E potremo giocare una partita a scacchi in rete
Stropicciandoci gli occhi stanchi e aspettando un messaggio sulla chat.

04-12-1999